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Quando io e mio marito ci siamo decisi per avere un bimbo, il miracolo è capitato subito e quasi non ce l’aspettavamo. Dopo un mese esatto ero già incinta. Confesso che ho preso questa cosa come una passeggiata e non mi rendevo neppure conto di quello che in realtà ci fosse successo. Mi ero appoggiata ad un gine che credevo competente, un “vecchio” luminare che nel suo studio non aveva neppure uno straccio di ecografo... I primi tre mesi li passo con i soliti disturbi, le nausee e un po’ di stanchezza. Ma il gine mi rincuora, va tutto bene. Verso la fine del terzo mese una notte sento dei gran dolori, come se mi stessero pugnalando. Quando al mattino telefono al gine lui mi dice che sono dolori normali, dovuti all’attecchimento dell’embrione ma mi dice di passare che mi da della vasosuprina in caso di emergenza. Tutto sembra passare e arriviamo al tritest. Mi dicono che è maschio e decidiamo che si chiamerà Pietro. Alla 20esima settimana facci la morfologica e sembra vada tutto bene. Verso la 22esima, sempre una notte, mi sveglio con delle perdite di sangue e chiamo il pronto socc dell’ospedale. Mi risponde una dopo 5 minuti di squilli con una voce cavernosa (dormiva??) e un po’ incavolata e quando gli dico cosa mi succede e che sono alla mia prima gravidanza questa, invece che farmi correre in osp, mi fa “Ah faccia lei!”. E io che faccio? Prendo della vasosuprina e torno a letto. Il mattino dopo un mal di testa bestiale. Chiamo il gine e mi dice che se le perdite sono passate non devo preoccuparmi (?!). Passano due settimane, forse 3, le emicranie non mi passavano mai, sempre più forti e le nausee ritornano e siamo alla 25esima. Un giorno decido di fare un’eco di controllo. Preciso che la faccio di testa mia in quanto il gine mi aveva prescritto solo quelle die routine. Vado a pagamento in una clinica privata e trovo la stessa radiologa della morfologica. Mi dice che per essere di 6 mesi la mia pancia è un po’ piccola. Mi fa stendere..silenzio…io non comprendo perché non dicesse nulla..ma lei silenzio. Fa entrare un’infermiera e confabula. Io allora le dico se c’è qualcosa che non va, lei mi guarda e sospira. Allora la frase mi esce spontanea: “è morto vero?”. “Si, mi dispiace”. Non riesco a parlare. L’infermiera chiama mio marito e mi portano di corsa al pronto soccorso. Vengo visitata dal primario, una persona gentilissima e umana. Mi spiega cos’era successo e il perché non fossi controllata. La mia pressione era 110/180. Mi parla di gestosi. Io non so cos’è, so solo che pietro non c’è più. Cercano di farmi partorire. Una notte a urlare, ma non c’è verso. Pietro è morto e non aiuta. Alla fine mi prendono per i capelli, sento parlare di preeclampsia, possibili danni renali, trasfusioni..fatto sta che mi caricano su una barella e via in sala operatoria. Cesareo.
Pietro era morto già da un po’ e c’era il reale rischio di setticemia. Forse mi devono togliere tutto, forse non potrò avere altri bimbi…
Ma non è così. Per fortuna e grazie alla prontezza e alla preparazione di questi medici, sono salva e in grado di avere bambini.
Rimango incinta dopo un anno. La gravidanza si rivela subito complicata per via della mia ipertensione. Riusciamo a tirare avanti fino alla 35esima. Stavolta aspetto una bimba che, grazie all’aiuto di tutte queste persone meravigliose, anche se prematura riesce a nascere sana.



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