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Il 12 settembre 2002 nasce la nostra prima bambina, -issima (bellissima, intelligentissima, sveglissima....)come solo la figlia di una mamma-pavone come me può essere. Quando Emma ha ormai due anni decidiamo di cercare un altro figlio e a febbraio 2005 mi scopro felicemente incinta. Come per Emma decido di fare la TN, ma quando vado per l'esame la dottoressa me lo posticipa perchè dice che sono appena entrata nella 12ma settimana e lei non riesce a prendere le misure. il venerdì dopo forte dei miei 32 anni, del fatto di aver già avuto una bimba sanissima, vado spavaldamente da sola per non far prendere altri permessi a mio marito. Trovo lo stesso medico che me l'aveva fatta di Emma, ma questa volta le notizie non sono buone, la translucenza è positiva. Visto che se ci fossero problemi non so se lo terrei, il gine mi manda subito a fare il colloquio dal genetista e poi prendo appuntamento per l'amnio. Faccio l'amnio a metà maggio e poi comincia lo stillicidio dell'attesa. La settimana dopo ho il controllo con la mia gine, che con tutta la delicatezza possibile mi dice che il ginecologo che mi ha fatto l'amnio (super mega esperto di anomalie fetali) ha visto qualcosa che non va al cuore e vuole farmi un eco cardio il 23 giugno. E sempre con tutta la delicatezza di questo mondo mi dice di cominciare a pensare cosa fare in caso di amnio positiva. Il mondo cade definitivamente a pezzi. A fine maggio arriva l'esito dell'amnio, è negativa ed è una bimba. Il mondo torna ad essere un posto bellissimo, di sicuro il gine si sarà sbagliato, cosa mai può aver visto in una topolina di 15 settimane? Il primo giugno sono in ospedale per fare gli esami del sangue e vado a cercare la gine per fare una ricetta, appena mi vede mi dice "meno male l'hanno trovata, è un po' che le stanno telefonando" e mi spiega che vista l'amnio negativa il dottore vuole farmi subito l'eco cardio per vedere la situazione. E di nuovo spavaldamente da sola, mi ritrovo a pezzi. La cardiopatia viene definitivamente confermata il giorno che entro nella 20ma settimana, da lì, dopo aver deciso di darle quella piccola speranza che i dottori hanno dato a noi, è un susseguirsi di ecografie, visite, consulti, tra alti e bassi, con la mia piccola che scalcia come una matta in pancia ed ogni calcio per me è come una coltellata. Lara nasce alle 10.32 del 13 ottobre 2005, 5 giorni dopo il mio compleanno. Mentre sono ancora mezza intontita dall'anestesia sento l'ostetrica che dice 2.970 kg per 51 cm. di lunghezza. E io grido "Silvana ma è la mia??" stupita e felice di quel torello di bimba che a discapito di tutto è nata forte. Ci facciamo 6 giorni di Terapia sub-intensiva, poi decidono di trasferirla in cardiopediatria. Io sempre lì con lei, nell'unico posto dove voglio essere ed il primo da cui vorrei scappare, dilaniata dal pensiero di Emma a casa senza la sua mamma. Il giovedì le fanno l'eco cardio e decidono di fare l'intervento il lunedì successivo. Sabato pomeriggio l'allarme collegato ai suoi macchinari continua a suonare, io cerco di non farmi prendere dal panico. Domenica mattina il cardiologo mi dice che è molto scompensata, ma se l'aspettavano, il giorno dopo vedranno bene com'è la situazione. Questo alle 9 a mezzogiorno l'allarme comincia a suonare e non smette più. Prima pensano che è uno dei medicinali che non lavora come dovrebbe, ma cambiate le dosi non cambia la situazione. Alle 15.30 la portano in rianimazione e dopo l'esame ci portano il verdetto "coartazione aortica" bisogna operare d'urgenza o non vivrà più di 10 ore. Alle 22.30 termina l'operazione e a mezzanotte possiamo vederla. Tutto perfettamente riuscito, adesso dipenderà molto da come reagisce lei. La notte la passiamo lì alle 7 siamo già in rianimazione, "è tutto nella norma, vada a casa signora, deve riposare anche lei" riposare e chi ce la fa??? alle 10.30 mi buttano praticamente fuori dall'opsedale. Accetto solo dopo che mio marito mi ha promesso che nel pomeriggio saremo di nuovo lì. Ed eccoci appena possibile dalla nostra piccolina "coraggio Lara, coraggio!! Hai una sorellina a casa che vuole conoscerti!!" La sera vado a casa, travolta da Emma piena di felicità che la mamma sia a casa. Il martedì pomeriggio entro e già da lontano vedo che c'è qualcosa che non va. Mi avvicino è gonfia con la pelle tirata e lucida. "come mai è così?" chiedo all'infermiere, quello glissa mi dice di parlare col medico e se ne va. Arriva una dottoressa che mi dice di aspettare alla fine delle visite perchè mi vuole parlare. Arriva il nostro turno e il medico ci uccide. La bambina è in dialisi, ha un blocco renale, potrebbe avere una crisi da un momento all'altro. Andiamo a casa annientati. Alle 22 mi metto a letto con Emma, alle 23.50 mio martio mi viene a chiamare, ha telefonato l'ospedale. Copriamo la distanza in neanche mezz'ora e rimaniamo lì con lei fino a che, all'1.55, decide che è troppa fatica e che non ne vale la pena e se ne va. Il dopo è inutile che lo descrivo lo conoscete anche voi. Vi dico com'è l'adesso, felice, nonostante il buco nel cuore che non si chiuderà mai, grazie a Emma e al mio piccolo Corrado, nato esattamente 19 mesi e un giorno dopo Lara. E che lei da lassù protegge e veglia.

Commenti Inseriti

carissima commovente la tua storia...la perdita di un figlio è una ferita che si rimargina ma rimane la cicatrice....
grazie per avermi raccontato un pezzo dela tua vita di dolore ma anche di speranza per l' avvenire....un abbraccio e un bacio a Emma, corrado e al tua angelo Lara....

Carissima mamma, nelle tue parole leggo la forza che tu e le mamme come noi hanno avuto di lottare per i propri figli fino alla fine.
Nella tragedia di ciò che ha colpito te e la tua famiglia vedo però una cosa molto bella : la voglia di crederci ancora, di non mollare mai ...realizzatasi con la nascita di tuo figlio.
Al di la del dolore per la perdita della tua creatura, che è un dolore che non si può capire fino in fondo perchè è un dolore solo tuo, sono molto fiera di te per non aver mollato e per aver voluto dimostrare a te stessa e alla tua piccola Lara che la morte non distrugge l'amore, ma lo rafforza quando l'amore c'è davvero.
Sono orgogliosa di te perchè tu a differenza di me hai avuto la forza di crederci ancora, di lottare per Lara che sicuramente voleva vederti di nuovo felice e per Emma , che aveva bisogno di credere che ci poteva essere ancora tanto di bello nella vostra vita.
Ricordati sempre che i tuoi tre figli ti amano infinitamente e quando ti capiterà di essere un po' giù, pensa a loro...e ridi della vita perchè devi viverla con il doppio dell'energia ...per lei!!!Ti abbraccio forte

Grazie per le vostre parole. Scusate se scrivo qui, ma sono ancora in fase di attivazione account. Non cercare un altro figlio per me e mio marito avrebbe significato la resa totale a quello che ci era successo. E io non mi arrendo tanto facilmente. Cara Alessandra, il tuo dolore è molto più recente del mio, anch'io appena successo non ci pensavo minimamente ad un altro bimbo. In più a differenza di me, tu non hai avuto modo di "prepararti" alla cosa, anche se alla fine essere cosciente che la tua piccola potrebbe non farcela non ti salva dal baratro quando lei se ne va....... Ora vi saluto, spero di avere presto l'attivazione per raggiungervi sul forum. Finalmente un posto dove poter essere "la mamma di Lara"!

LA leggo solo ora,scusami....non mi ero resa conto che era stata inserita una nuova stroria,purtroppo.
Ogni volta che rileggo una storia nuova rivivo in chi la scrive le miei emozioni....e i miei PERCHE' ritornano sulle miei labbra.....
CIao Lara,dolcissimo angelo.....